Istituto ISR Istituto di studi sulla responsabilità amministrativa degli enti
Busto di Marco Tullio Cicerone
Legum servi sumus ut liberi esse possimus Marco Tullio Cicerone, Pro A. Cluentio Habito, 53.146

Chi siamo

L'Istituto ISR è un centro di studi sulla responsabilità amministrativa degli enti. Nato a Verona nel 2005, dal settembre 2026 conduce un programma di ricerca biennale sul rischio che arriva alle imprese da fuori.

L'Istituto di Studi sulla responsabilità amministrativa degli enti nasce nel 2005 dall'iniziativa di giuristi, docenti universitari e consulenti d'impresa, con un'osservazione alle spalle: le discipline della scienza d'impresa si occupano del rischio a compartimenti, e il rischio non arriva a compartimenti. Da allora l'Istituto studia la responsabilità degli enti tenendo insieme il diritto, l'organizzazione e l'economia, e pubblica i risultati di quel lavoro.

Vent'anni dopo, allo studio della responsabilità si è aggiunto il lavoro di misurarla: quanta pressione arriva all'impresa da fuori — dalle leggi e dalle sentenze, dai rapporti fra gli Stati, dal clima, dalle epidemie — e che cosa costa all'impresa che la riceve.

Che cosa facciamo

Dal settembre 2026 il lavoro dell'Istituto è un programma di ricerca biennale condotto dall'Osservatorio BSR, i cui risultati saranno resi disponibili alle imprese nell'ottobre 2028. L'Osservatorio lavora esclusivamente su fonti pubbliche — atti normativi, provvedimenti, bollettini di sorveglianza sanitaria, pubblicazioni ufficiali — e ne pubblica ogni giorno il diario.

Da quel lavoro nascono tre misure, che hanno cataloghi e unità diverse e non si sommano mai fra loro:

La sicurezza del lavoro, e lo SPI

Nel 2023 l'Istituto ha studiato e commentato le Linee di Indirizzo INAIL sulla valutazione della compliance dei modelli organizzativi in materia di sicurezza del lavoro, dedicandovi un volume. Quel lavoro ha lasciato aperta una domanda che un commento non poteva chiudere: fra le mille prescrizioni scritte a tutela di chi lavora, quali mordono davvero, e dove.

Da quella domanda nasce lo SPI, Safety Perturbation Indicator, il quarto filone di ricerca dell'Istituto. Misurerà le condanne degli enti in materia di sicurezza del lavoro, perché è lì che un obbligo scritto diventa un obbligo vero, e terrà accanto al numero una cornice di stampa che dice dove la sicurezza del lavoro emerge e dove tace. Le due cose non si sommano e servono insieme: un paese in cui si parla molto di infortuni e non si condanna mai dice qualcosa di preciso, e dice una cosa diversa da un paese in cui non si parla né si condanna.

È l'evoluzione naturale del lavoro sulle Linee di Indirizzo: dal commentare la norma al misurare che cosa l'ordinamento ne fa. Lo SPI avrà la sua preregistrazione depositata prima di qualunque numero, come l'RPI e come l'EPI.

Accanto agli indici l'Istituto tiene due cornici di riferimento, sul clima e sulla sicurezza del lavoro, e pubblica un bollettino quotidiano e un bollettino settimanale, quest'ultimo firmato e depositato con la sua impronta.

Il lavoro dell'Istituto è anche nei diciannove volumi pubblicati dall'Istituto e dai suoi ricercatori — diritto penale d'impresa, modelli organizzativi, sostenibilità, intelligenza artificiale, rischio geopolitico — e nei contributi raccolti dal 2005.

Come si verifica quello che pubblichiamo

Un indice che fissi il proprio metodo dopo aver visto i dati non è verificabile da nessuno: chi legge non può distinguere una scelta presa per ragioni di metodo da una scelta presa perché produceva il risultato desiderato. Per questo l'Istituto segue quattro regole, e le segue in modo che chiunque possa controllarle senza chiedere niente a noi.

Si dichiara prima, e si deposita

Ogni misura ha una preregistrazione — piano delle fonti, metro, soglie, limiti dichiarati — depositata presso un archivio pubblico terzo, con DOI e impronta crittografica, prima che i dati esistano. Un metodo depositato prima della misura non si può piegare dopo, e se si modifica si vede: ogni emendamento è un deposito nuovo accanto al precedente, che resta consultabile.

Si dichiara che cosa manca

Una misura che manca non vale zero: vale non misurata, e si scrive. Ogni giornata pubblicata porta con sé l'elenco delle proprie lacune, e una giornata raccolta male non si archivia affatto.

I righelli hanno un numero

Ogni serie dichiara la versione del piano, delle fonti e dei pesi con cui è stata calcolata. Quando un righello cambia, la serie si interrompe e la discontinuità si dichiara, invece di nasconderla dentro una continuità apparente.

Le fonti riservate non possono entrare

Il programma di ricerca legge soltanto fonti pubbliche. Non è una promessa: il programma che costruisce questo sito non ha accesso agli archivi di lavoro riservati, e si ferma con un errore se un percorso esce dal recinto dichiarato. Nessun dato d'impresa, nessun nome, nessun materiale d'audit entra in queste pagine né nelle serie che l'Osservatorio deposita.

Come funziona questo recinto, e che cosa fa il programma che raccoglie, è descritto nella pagina Lo strumento.

Che cosa l'Istituto non fa

L'Istituto non svolge attività di consulenza, non rende pareri, non assiste imprese e non vende servizi. Non riceve incarichi professionali e non ha clienti.

Questa non è una limitazione subita: è la condizione perché quello che pubblica abbia valore. Un centro che misurasse il rischio e insieme vendesse rimedi a chi lo riceve non sarebbe credibile su nessuna delle due cose.

L'Istituto e STAIRS

L'Istituto esiste e pubblica dal 2005, da prima che STAIRS fosse costituita. Oggi i due soggetti sono legati dalla persona che li dirige entrambi, e vale la pena dire esattamente in che modo.

STAIRS S.r.l. è una società di consulenza che assiste le imprese sul rischio e sull'adeguatezza degli assetti. L'Istituto non riceve da STAIRS alcun contributo economico. Il sostegno è in natura, e consiste in due cose: il tempo del presidente messo a disposizione della ricerca, e l'uso del programma con cui l'Osservatorio raccoglie e archivia — SONAR, di proprietà di STAIRS. Se in futuro vi fosse un finanziamento in denaro, sarà dichiarato qui, con il suo importo e la sua destinazione.

Quello che STAIRS riceve è ciò che l'Istituto pubblica, come chiunque altro: i metodi, le serie e i contributi sono pubblici e depositati, e sono a disposizione di chi li voglia usare o criticare. L'Istituto non svolge lavoro su commessa di STAIRS, non ne analizza i clienti e non conosce i loro dati. Le analisi che STAIRS conduce per le proprie imprese sono riservate, vivono su altri strumenti e non entrano in nessuna serie dell'Osservatorio.

Dichiarazione di interessi

L'Avv. Pietro Domenichini è socio di maggioranza e presidente di STAIRS S.r.l. e direttore dell'Istituto ISR. L'Istituto non gli corrisponde alcun compenso.

La separazione fra le due attività non è affidata a una dichiarazione di indipendenza, ma alle regole del paragrafo precedente: metodo depositato prima dei dati presso un terzo, fonti pubbliche soltanto, archivi tecnicamente separati. Sono regole che chiunque può verificare, e che restano vere indipendentemente da chi le ha scritte.

Forma e natura

L'Istituto ISR è un centro di studi senza personalità giuridica: non è una società, un'associazione riconosciuta né una fondazione, non stipula contratti e non assume obbligazioni. È il nome sotto cui chi vi partecipa conduce e pubblica la propria ricerca. Il nome e i depositi sono curati dal direttore; le pubblicazioni restano dei rispettivi autori.

Le persone

Avv. Pietro Domenichini — Direttore

Ha fondato l'Istituto nel 2005. Autore di diciannove volumi in materia di responsabilità degli enti e rischio d'impresa. Dirige il programma di ricerca biennale dell'Osservatorio BSR.

La direzione scientifica è affidata a studiosi universitari esterni alla proprietà di STAIRS.

Prof. Francesco Ravazzolo — Direttore Scientifico

Professore ordinario di Econometria, Libera Università di Bolzano, Facoltà di Economia; Head of the Department of Data Science and Analytics, BI Norwegian Business School.

Prof. Federico Boffa

Libera Università di Bolzano, Facoltà di Economia. Ph.D. Northwestern University. Analisi economica della politica, economia industriale, economia dell'energia.

Prof. Jan Ditzen

BI Norwegian Business School. Econometria applicata, panel e serie storiche. Co-editor di Spatial Economic Analysis.

Accanto a loro lavorano giuristi, economisti, un fisico ambientale e professionisti di diverse discipline: l'elenco completo è nella pagina Persone.

Il Direttore Scientifico risponde del metodo delle misure che l'Istituto pubblica. È la ragione per cui le preregistrazioni hanno una firma scientifica esterna alla proprietà di STAIRS.


Vent'anni, e una direzione

Dal 2005 a oggi il lavoro dell'Istituto ha seguito una linea sola: il rischio d'impresa non si ferma al perimetro dell'impresa, e non si governa a compartimenti. Da quella linea sono nati gli strumenti di analisi dell'Istituto e l'Osservatorio BSR.